Se l’articolazione del fenomeno emotivo è un tema su cui gli psicologi non trovano accordo, non meno difficile è dire quale parola denomina ‘quello che sentiamo’, se si tratta di emozione, di sentimento, di passione, sensazione (Wierzbicka 1999). Una difficoltà non terminologica, ma filosofica perché l’idea stessa di cosa sia un’emozione è culturalmente determinata e questo non può che riflettersi nella denominazione delle emozioni. Ma se parlando di lessico emotivo in termini filosofici è fondamentale non dare per certa l’esistenza di una corrispondenza uno a uno tra le parole delle diverse lingue, nel campo della traduzione l’equivalenza va trovata per comunicare. Unico modo per superare questo limite è capire cosa un termine denoti nella lingua di partenza (Brown e Silzer 2001). In questa sede, particolare attenzione sarà data alla Rabbia, una tra le emozioni primarie sempre inclusa nelle diverse classificazioni elaborate negli anni, tanto in Occidente quanto in Cina (Bond 1987, Ekman 1999, Johnson-Laird e Oatley 1989, Plutchik 1980). Ravvisabile fin dall’antichità nella tradizione mitologica, letteraria e religiosa occidentale, ma anche nella tradizione letteraria e medica cinese, la Rabbia costituisce, insieme al Disgusto e al Disprezzo la ‘triade dell’ostilità’ (D’Urso e Trentin 1998: 310). La Rabbia si manifesta in contesti (D’Urso 2001) in cui certi scopi, ritenuti di fondamentale importanza per la sopravvivenza o il benessere di un individuo, possono essere compromessi (Poggi 2008). Se in prospettiva linguistica, la Rabbia è stata analizzata come primitivo semantico (Harkins e Wierzbicka 2001) e concettualizzata metaforicamente e metonimicamente (Lakoff e Kövecses 1987; Yu 2002, 2009), è in ambito psicologico, più che in quello linguistico, che le sue espressioni sono state individuate e studiate in riferimento al ‘parlato emotivo’ inteso come “tutti quegli aspetti del parlato che trasmettono al ricevente informazioni sullo stato del parlante” (Poggi e Magno Caldognetto 2004: 1) e di cui il lessico è parte integrante. Alcuni di questi lavori si sono focalizzati nell’analizzare il modo in cui culture diverse categorizzano le emozioni (Wierzbicka 1999), altri hanno indagato il rapporto tra traduzione ed emozioni (Shields e Clarke 2011). Allo stato attuale, però, sono poche le riflessioni che possano essere di supporto quando si lavora, sia nel campo della didattica sia in quello della traduzione, con due lingue come l’italiano e il cinese. Data questa premessa, il presente studio, basandosi principalmente su un modello multidimensionale di descrizione delle relazioni tra concetti emotivi elaborato da Plutchik (1980), si propone qui di testare una via alternativa nell’esame dei lessici emotivi italiani e cinesi, individuando un campo di ricerca nel confronto tra i dialoghi originali e quelli della traduzione cinese di prodotti audiovisivi italiani. In particolare, saranno analizzate le espressioni della rabbia utilizzate in Gomorra - La serie (2014 - 2021) e nel film Perfetti sconosciuti (2016) e la loro resa in cinese. Il contributo è pertanto suddiviso in quattro paragrafi: il primo propone una panoramica delle scelte adottate nella redazione dei lessici emotivi; il secondo introduce il concetto di RABBIA come emozione da un punto di vista psicologico e linguistico; il terzo presenta gli approcci metodologici utilizzati per definire e concettualizzare le emozioni tanto in Occidente quanto in Cina; infine, il quarto presenta i casi studio scelti per questa analisi.

“Rabbia tradita o tradotta? Il caso della traduzione cinese della serie Gomorra e del film Perfetti sconosciuti”

Valeria Varriano
;
2022

Abstract

Se l’articolazione del fenomeno emotivo è un tema su cui gli psicologi non trovano accordo, non meno difficile è dire quale parola denomina ‘quello che sentiamo’, se si tratta di emozione, di sentimento, di passione, sensazione (Wierzbicka 1999). Una difficoltà non terminologica, ma filosofica perché l’idea stessa di cosa sia un’emozione è culturalmente determinata e questo non può che riflettersi nella denominazione delle emozioni. Ma se parlando di lessico emotivo in termini filosofici è fondamentale non dare per certa l’esistenza di una corrispondenza uno a uno tra le parole delle diverse lingue, nel campo della traduzione l’equivalenza va trovata per comunicare. Unico modo per superare questo limite è capire cosa un termine denoti nella lingua di partenza (Brown e Silzer 2001). In questa sede, particolare attenzione sarà data alla Rabbia, una tra le emozioni primarie sempre inclusa nelle diverse classificazioni elaborate negli anni, tanto in Occidente quanto in Cina (Bond 1987, Ekman 1999, Johnson-Laird e Oatley 1989, Plutchik 1980). Ravvisabile fin dall’antichità nella tradizione mitologica, letteraria e religiosa occidentale, ma anche nella tradizione letteraria e medica cinese, la Rabbia costituisce, insieme al Disgusto e al Disprezzo la ‘triade dell’ostilità’ (D’Urso e Trentin 1998: 310). La Rabbia si manifesta in contesti (D’Urso 2001) in cui certi scopi, ritenuti di fondamentale importanza per la sopravvivenza o il benessere di un individuo, possono essere compromessi (Poggi 2008). Se in prospettiva linguistica, la Rabbia è stata analizzata come primitivo semantico (Harkins e Wierzbicka 2001) e concettualizzata metaforicamente e metonimicamente (Lakoff e Kövecses 1987; Yu 2002, 2009), è in ambito psicologico, più che in quello linguistico, che le sue espressioni sono state individuate e studiate in riferimento al ‘parlato emotivo’ inteso come “tutti quegli aspetti del parlato che trasmettono al ricevente informazioni sullo stato del parlante” (Poggi e Magno Caldognetto 2004: 1) e di cui il lessico è parte integrante. Alcuni di questi lavori si sono focalizzati nell’analizzare il modo in cui culture diverse categorizzano le emozioni (Wierzbicka 1999), altri hanno indagato il rapporto tra traduzione ed emozioni (Shields e Clarke 2011). Allo stato attuale, però, sono poche le riflessioni che possano essere di supporto quando si lavora, sia nel campo della didattica sia in quello della traduzione, con due lingue come l’italiano e il cinese. Data questa premessa, il presente studio, basandosi principalmente su un modello multidimensionale di descrizione delle relazioni tra concetti emotivi elaborato da Plutchik (1980), si propone qui di testare una via alternativa nell’esame dei lessici emotivi italiani e cinesi, individuando un campo di ricerca nel confronto tra i dialoghi originali e quelli della traduzione cinese di prodotti audiovisivi italiani. In particolare, saranno analizzate le espressioni della rabbia utilizzate in Gomorra - La serie (2014 - 2021) e nel film Perfetti sconosciuti (2016) e la loro resa in cinese. Il contributo è pertanto suddiviso in quattro paragrafi: il primo propone una panoramica delle scelte adottate nella redazione dei lessici emotivi; il secondo introduce il concetto di RABBIA come emozione da un punto di vista psicologico e linguistico; il terzo presenta gli approcci metodologici utilizzati per definire e concettualizzare le emozioni tanto in Occidente quanto in Cina; infine, il quarto presenta i casi studio scelti per questa analisi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11574/208218
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